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giovedì 29 aprile 2010

Meno 12 giorni a........


PROFUMI BALOCCHI E....... MARITOZZI!!!

Finalmente oggi la prima giornata di primavera vera qui a Roma, stamattina tutto procedeva diciamo bene a tavola tutti e due a fare colazione lui con i suoi giornali io con il mio inseparable notebook per rispondere a voi e varie mail etc etc, quando alza la testa dal giornale rimane con la tazza del caffè a mezz'aria ed esclama : amore a che ora vai al locale??: guardandolo con aria vagamente stupita gli rispondo che non ho un orario ben preciso visto che i ragazzi se la possono cavare da soli in maniera egregia, :perfetto, muoviti che andiamo a fare shopping: CHE PALLE!!! in giro per negozi con lui è impossibile una giornata per decidere la sfumatura di colore della cravatta una settimana se è meglio la camicia azzurra o oxford,un mese se è meglio con l'abito blu il mocassino o la scarpa con le stringhe, cmq faccio buon viso a cattivo gioco e ci dirigiamo in centro, io oramai ho i miei negozi per cui so' dove andare e cosa comprare LUI NO!!!!! cmq per farvela breve al cinquantesimo paia di scarpe che si faceva portare per provarle ( tenete presente tutte uguali e identiche) la commessa una ragazza dolcissima educata e conuna pazienza infinita dopo avermi guardato e avuto dai miei occhi il beneplacido è esplosa :ascolti bene mio caro signore, mi sta bene che i clienti in questo periodo di crisi sono importanti, mi sta bene che il cliente ha sempre ragione e io sono solo una semplice commessa, mi sta bene che lei sta comprando delle scarpe da 300 e passa euro ma adesso BASTA!!!!!! sono 4 ore che mi sta rompendo le scatole non ne posso piu'!!!!!: luiè rimasto a bocca apeta io con molta calma mi sono alzato ho preso tre paia di scarpe e con fare gentile ho detto alla poverina : il signore prende queste grazie: non vi sto a dire fuori quante me ne ha dette e sorvoliamo, vi ho raccontato questo perchè non so' acora bene come ma la ragazza con il suo modo di fare educato ma fermo e risoluto mi ha ricordato moltissimo l'atteggiamento della mia cara cugina Tiziana per cui anche stasera c'è una dedica.
Tiziana questo dolce è tutto per te visto che ti somiglia anche nel gusto dojce ma dal sapore deciso, baci e salutami mio nipote Lorenzo

Gioco di pan brioche alla frutta secca su crema di cioccolato bianco al peperoncino

Ingredienti

250 gr di farina oo
250 gr di farina di manitoba
250 gr di latte a temperatura ambiente
250 gr di zucchero meglio se a velo
1 cubetto di lievito di bira
3 tuorli d'uovo
120 gr di burro
scorza di limone grattuggiata
1 pizzico di sale
250 gr di frutta secca tritata grossolanamente
150 grammi di uvetta
500 gr di cioccolato bianco
3 dl di panna
2 cucchiaini di peperoncino bianco del Senegal in polvere

Preparazione

Mettete in una terrina al farina sciogliete il lievito di birra in un po' di latte e versatelo nella farina mescolate creando un panetto morbido che lascerete raddoppiare di volume, a questo preimpasto aggiungete poi tutti quanti gli altri ingredienti l'impasto sara' un po' appiccicosa ma cercate cmq di farcela senza aggiungere farina, lasciatelo lievitare e raddoppiare di volume in una teglia imburrata, dopo averlo velocemente reimpastato dategli la forma che volete in questo caso io ho fatto dei dischi spennellate i dischi con un tuorlo d'uovo mescolato ad un po' di latte e lasciateli lievitare per ulteriori 30 minuti riscaldate il forno a 180° e infornate per 4o minuti circa controllando attentamete che non si bruci in superficie per ovviare a questo coprite con dei fogli d carta di alluminio.
In un pentolino sciogliete a bagnomaria la cioccolata precedentemente sminuzzata aggiungete la panna mescolando delicatamente per ultimo la polvere di peperoncino.
Disponete su di un piatto da portata metà della crema a specchio disponete i dischi di pan brioche in una forma semiregolare lasciandoci cadere sopra la crema presa con due forchette spolverate con un pizzico di peperoncino e servite.
Baci
Fabio&Gennaro
P.S.
Cara Tiziana come ci vediamo te lo faccio assaggiare e vedrai che mi darai ragione ciao cugina adorata

mercoledì 28 aprile 2010

Meno 13 giorni a .............

LA NONNA, LA MAMMA, LA NIPOTE, OPSSS IL NIPOTE

Guardavo fuori dalla finestra mentre pioveva uno splendido arcobaleno e mi chiedevo se veramente alla fine ci fosse stata una pentola piena di monete d'oro, si lo so' ho piu' di quarant'anni ma sono ancora un gran sentimentalone che piange per una scena d'amore in un film che crede ancora nell'amore eterno e nel principe azzurro (volendo anche con una lambretta al posto del cavallo bianco ) e in quel mentre mi è tornato alla mente quando la mia mamma mi preparava la sua torta di mele con la ricetta che le aveva dato mia nonna. E pensa che ti ripensa mi è tornata in mente anche la ricetta. Questa crostata la voglio dedicare a Monica B. una mia cara amica con la quale ho passato parte della mia giovinezza una ragazza dolcissima mille volte piu' dolce della crostata della nonna, mamma, nipote!!!
Monica questa è tutta per te e quando vuoi te ne preparo 100

Ingredienti

per la pasta frolla
500 gr di farina
250 gr di burro
200 gr di zucchero a velo
4 tuorli d'uovo
4 cucchiai di aroma a vostra scelta

per la crema pasticcera
8 tuorli d'uova
200 gr di zucchero semolato
150 gr di farina
1 l di latte intero
i semi di una stecca di vaniglia
per la decorazione
300 gr di granella mista di frutta secca a vostra scelta
8 mele renette tagliate a fettine sottili

preparazione della pasta frolla
Per una perfetta riuscita della pasta frolla scegliete ua farina priva di glutine (questo infatti rende gli impasti elastici quando si mescola con i liquidi) poi il burro nella maggior parte dei libri di cucina o siti scrivono una gran minchiata e cioè che il burro deve essere a temperatura ambiente asolutamente falso il burro deve essere freddo di frigorifero, E' poi importantissimo la rapidita' della preparazione per realizzarla bastano pochissimi minuti poi una volta impastata va fatta riposare prima di stenderla il riposo è importante in quanto permette al burro ridotto a pezzetti e portato a temperatura ambiente di potersi risolidificare e alla farina resa elastica dll'aggiunta del liquido di perdere questa caratteristica Mettiamo al centro della fontana di farina il burro sbriciolato con le mani deve riultare farinoso settacciarvi sopra lo zucchero a velo i tuorli d'uovo l'aroma a vostra scelta date una prima mescolata cn forchetta e cucchiaio appena l'uovo e quasi completamente incorporato date una velocissima impastata con le mani ricordatvi che meno la toccate e meglio è avvolgetelo quindi nella pellicola e lasiatelo riposare. Per la crema pasticcera versate i tuorli in un pentolino e sbatteteli con una frusta meglio se di legno con lo zucchero sino ad ottenere un composto bianco e spumoso unite la farina setacciata e mescolate ancora nel frattempo scaldate il latte con dentro i semi di vaniglia aggiungere delicatamente il latte tiepido mescolare ancora molto bene ponete il pentolino sulla fiamma bassissima e iniziate a mescolare un giro largo uno stretto cosi' fino a che la crema inizia ad addensarsi la densita la decidete voi a me piace abbastanza consistente appena fatto versate immediatamente la crema in un colino a trama fitta posto sopra una ciotola mescolate bene con un cucchiaio nel colino per facilitarne il passaggio aggiungeteci la granella di frutta ecca mescolate e coprite con la pellicola
Stendete la pasta frolla in uno stampo imburrato e infarinato a vostra scelta alzandola sino ai bordi versateci sopra la crema pasticciera ricoprite con un triplo giro di mele renette spolverate con dello zucchero di canna e infornate nel forno caldo a 180° per 40 minuti.
Buon Appetito
Monica mi raccomando!!!!!!
Fabio

martedì 27 aprile 2010

Meno 14 giorni a................

CHI TROVA UN AMICO TROVA UN TESORO

Mattinata iniziata a cavolo la dolce meta' aveva da ridire su tutto perche' parlo ad alta voce, perche' appena sveglio prima di un caffe' e di una sigaretta grugnisco e non parlo, perche' alle 7.30 di mattina squilla il telefono dal mio secondo per informarmi della giornata e di cosa devono fare, perchè ho da ridire se in fila mi passano avanti etc etc ec cmq lui con il grugno da una parte e io dall'altra eravamo in centro per compere squilla il mio cell non faccio in tempo a rispondere, vedo il numero non lo conosco, mi domando chi sara' preso dalla curiosita' richiamo il numero e sorpresa tra le sorprese.... un mio vecchio amico di scuola che si era per caso imbattuto nel mio blog e aveva piacere di risentirmi mi aveva cercato, la mia gioia è stata enorme visto che mi ricordavo perfettamente di lui e me lo ricordavo come una persona splendida sotto tutti i punti di vista parlare con lui mi ha fatto un enorme piacere mi ha ridato serenita' e tranquilllita' e anche il muso della mia dolce meta' mi ha fatto solo sorridere per cui vi dico un amico è sempre un amico. e per questo che stasera in suo onore posto questa semplice ricetta e che gli dedico con tutto il cuore perche' credetemi è veramente dolce come questa mia ricetta
Emanuele questa ricetta te la dedico con tutto il mio affetto sperando di poterti incontrare al piu' presto possibile e parlare dei tempi passati

PICCOLE DELIZIE ALLE ROSE

Ingredienti
6 dl di latte intero
4 dl di panna fresca da montare
100 gr di zucchero
2 cucchiaini di estratto di acqua di rose meglio se dell'alcool in cui sono stati in infusione delle rose per qualche giorno
2 cucchiaini di boccioli di rose per cucinare
50 gr di gelatina in fogli

Preparazione

iniziare con l'ammollare la gelatina in acqua fredda per circa 20 minuti versare il latte in un pentolino assieme allo zucchero e ai boccioli di rose scaldare e rimescolare finchè lo zucchero non è completamente scioltoaggiungere i fogli di gelatina strizzati e continuare a mescolare finche' la gelatna non è sciolta, unire panna e acqua di rose mescolare ,spegnere il fuoco e lasciar raffreddare. Filtrare il composto con il cinese e versarlo in uno stampo quadrato di 20 cm di lato cospargete la superficie con dei petali di rose e porre in frigorifero per minimo 4 ore. tagliate la gelatina cosi' ottenuta in forme che piu' vi aggradano disporli su dei piattini d'argento su cui prima avrete adagiato altri petali di rose cristallizati spolverate con della polvere di rose e servite

P.S. che dite stasera li preparo anche a lui almeno domattina non brontola tipo pentola di fagioli??
con Affetto
Fabio

giovedì 22 aprile 2010

Meno 20 giornii a...............


INDOVINA CHI VIENE A CENA??

Ieri, classica per fortuna giornata tranquilla, ore 19.00 squilla il telefono è il caro amato adorato Gennaro che con voce dolce suadente e carina mi fa' amore stasera vengo a mangiare da te con i miei genitori che sono appena arrivati a Roma!!!!
panico!!!!!!!
e mo' che faccio? capirai padre giudice madre notaio famiglia della Napoli bene ossignore ma non c'è mai pace tra gli ulivi????? 5 minuti netti e il menù è fatto, pero'.... oddio che tavolo gli lascio quello d'angolo o quello appartato? cazzo non ho piu' divise pulite!! mi devo sedere con loro o seguire di persona la preparazione dei loro piatti? Il dolce!!!!!!!!!!!!! che dolce gli faccio devo stupirli ma con qualcosa di semplice e buono pensa, pensa, pensa, lampo di genio baba' al rum.

Nonostante la cucina napolentana rivendichi questo buonissimo dolce come proprio, in realta'il baba' è originario della Polonia e puo' vantare persino natali regali. L'inventore del famossissimo baba' è infatti il re o meglio lo zar di Polonia Stanislas Leczynsky che essendo un gran gourmet si dilettava ad inventare sempre nuovi piatti. Sembra che il sovrano non amasse particolarmente il Kugelhupf un dolce tipico polacco che egli trovava troppo asciutto anche se veniva servito accompagnato da una salsa a base di vino Madera zucchero e spezie, lo trovava talmente asciutto che nemmeno lo mangiava. La storia racconta che un giorno Stanislas, stufo dello stucchevole dolce, l'abbia scaraventato dallìaltra parte della tavola,dove per caso si trovava una bottiglia di rhum il dolce liquore rovesciandosi sul baba' emano' un profumo tale che lo zar dopo averlo assaggiato se ne innamoro' e essendo un appassionato etttore de "Le mille e una notte" lo chiamo' ali baba' come un famoso personaggio di questi racconti. Dalla corte del sovrano il Baba' venne esportato poi in Francia, a Parigi con il solo nome di baba' e da qui fu' poi esportato a Napoli dai cosidetti "Monsu'" che prestavano i loro servizi presso le nobili famiglie partenopee.

Ingreienti

Per l'impasto
150 gr di burro
250 gr di farina
70 ml di latte
25 gr di lievito di birra
un pizzico di sale
5 uova
50 gr di zucchero

Per la bagna
1/2 litro di acqua
500 gr di zuchero
2 bicchieri di rhum
1 stecca di cannella
3 cucchiai di confettura di albicocche

Preparazione
Con un terzo della farina fare un panetto sciogliere il lievito di birra in 2 3 cucchiai di acqua tiepida e amalgamarlo alla poca farina lavorare la pasta con le mani rendendola liscia metterla su di un piatto infarinato a lievitare per circa 40 minuti. Quando si gonfia metterla in una bowl versarvi le uova il burro a temperatura ambiente e amalgamare con le dita, aggiungere la restante farina lo zucchero e il sale ottenuto un impasto morbido sbatterlo per piu' volte nella bowl fino a quando presentera' delle bolle lasciarlo nello stesso recipiente a lievitare per ulteriori 40 minuti. Quando è cresciuto metterlo nelle formelle unte di burro ( 6 cm di diametro e 5/6 di altezza) riempire le formelle per meta' far lievitare di nuovo per circa 30 40 minuti infornare nel forno gia' caldo a 180° per 15 minuti circa. Sfornarli e lasciarli raffreddare. Nel frattempo preparate lo sciroppo facendo bollire per un paio di minuti l'acqua con la stecca di cannella toglierla e versarci lo zucchero bollire per ulteriori 10 minuti versarci il rhum una volta pronto versateci i baba' che impregnandosi del liquido aumenteranno di volume. Fate sciogliere la confettura in un pentolino conun cucchiaio di acqua e spennellateci i baba'.

La cena è stato un successo il dolce non parliamone la gentil signora mi ha detto che era la prima volta in assoluto che mangiava un baba' cosi' buono tenete presente che ho servito questa prelibatezza su un vassoio d'argento con tutti intorno dei petali di rose bianche cristallizzati e con un "Demerara port morant 1974 sherrywood 30 years"
P.S. sempre la signora mi ha confidato un segreto
i baba' si mangiano rigorosamente con le mani
Buon Appetito
Fabio&Gennaro

domenica 18 aprile 2010

Meno 24 giorni a..............

Buongiorno!!! miei cari, ma perchè la domenica è sempre cosi' corta??? Uffa!!!
Allora cominciamo col dire che io non sono cosi' cattivo come Gennaro ( che tra l'altro ancora ronfa al letto ) mi ha descritto è solo che cerco la perfezione nel mio lavoro che adoro tutto qui e non credo di pretendere chissa' cosa!!. Ora vi faccio una domanda, ma perche' gli architetti, tutti gli architetti sono cosi' stronzi??!! e scusate il francesismo ma come dico io quanno ce vo' ce vo'. Non so' quanti di voi hanno mai avuto a che fare con questa strana categoria di persone, io lo sto provando sull'incolumita' della mia psiche in questi giorni e credetemi ancora non riesco a digerire il mio, succede che sia voi gli mostriate Buckingham palace o una baracca fatta di assi di legno il loro sguardo sara' sempre quello schifato di chi si è appena accorto di aver pestato una cacca, per non parlare poi del resto, se voi gli chiedete delle pareti di un semplice color pastello loro diranno subito che sono fuori moda e decideranno di farle verde acido o rosso fuoco o ancor peggio nere, voi gli chiedete un'illuminazine soft e loro deciderano per dei faretti post atomici adatti ad un commissariato di polizia perfetti per un terzo grado, un parquet?? noooo!!! un pavimento in resina, lo stesso di un'officina meccanica, delle poltrone comode??? ma de cheeee!!! sedie in acciaio e plexiglas comode come quelle di una camera da tortura e l'elenco potrebbe andare avanti per ore e ore vi nominera' designer dai nomi impronunciabili dove solo a vedere le foto vi viene il mal di testa per non parlare dei prezzi, un tavolino che se lo trovate in discarica pensate subito che sia stato gettato via sicuramente perchè uscito male dalla fabbrica? scontato solo perchè siete voi 30.000 €. Ecco quello che succede e che sta succedendo a me in questi giorni, ora devo solo decidere se ucciderlo, scendere a compromessi, impormi per cio' che voglio io, cambiarlo ma tanto sono tutti uguali son fatti in serie, o ancor peggio lasciagli carta bianca, certo voi mi direte che se l'ho cercato è perchè ne avevo bisogno ma io vi rispondo che cmq i soldi son miei viste anche le loro parcelle. Comunque oggi con il mio caro dolce Gennaro decideremo cosa fare.
Ed ecco la ricetta di oggi

Millefoglie alle quattro creme con ribes caramellato

Ingredienti
Per la sfoglia
900 gr di farina
900 gr di burro
acqua
sale
zucchero

Per la farcitura
9 tuorli d'uovo
240 gr di zucchero
1 litro e 1/2 di latte
220 gr di farina
i semi di 3 bacche di vaniglia
200 gr di cacao amaro del Madagascar
2 cucchiani di cannella in polvere
3 cucchiai di sciroppo di menta
900 gr di ribes
300 gr di zucchero
3 bicchierini di rum

Preparazione
Fare la pasta sfoglia mischiando farina burro acqua sale e zucchero ripiegate la sfoglia su se stessa per piu' volte poi lasciatela riposare minimo 40 minuti tagliatela in quadrati sottili metteli in forno gia' caldo a 180° per 20 minuti dopo averli punzecchiati con la forchetta e infarinati.
Preparate la crema pasticciera mettendo i tuorli in una pentola con lo zucchero e montateli con una frusta meglio se di legno fino a renderli belli spumosi e bianchi aggiungete la farina la vaniglia e a filo il latte caldo ponete sul fuoco basso mescolando delicatamente fino a che si sara' addensata.
Dividete la crema in 4 bowle di metallo, in una incorporate il cacao amaro in polvere, in un'altra la cannella e nella terza lo sciroppo di menta coprite con pellicola trasparente. In un pentolino versare lo zucchero e il rum porre sul fuoco e mescolare sino ad ottenere un caramello liscio e filante ma non brunito, con molta pazienza ma velocemente immergerci i ribes uno ad uno e lasciarli freddare su carta da forno.
Montate il vostro dolce su un gran bel piatto da portata ponendo tra ogni disco le creme precedentemente preparate suddividendole in quattro parti per ogni quadrato di sfoglia ad oerazione completata ponete tutto intorno i ribes qualche fogliolina di menta fresca e una spolverata leggerissima di cacao e cannella mescolati tra loro.
Io preparo il caffe' e sveglio il pupo visto che abbiamo deciso di andare in centro per fare shopping anche se son convinto che rimarremo a casa accoccolati sul divano a vedere un bel film.
Un abbraccio
Una buona domenica
E ovviamente Buon Appetito
Fabio&Gennaro

mercoledì 17 febbraio 2010

La pastiera della suocera

Ricordate della valigia di verdure? La mattina dopo l’arrivo di tutto quel ben di Dio trovo il mio dolce amore che fa colazione con caffè e una pastiera napoletana a dir poco magnifica. Gli faccio :” e quella da dove è uscita? “. E mi dice, con l’aria più naturale di questo mondo, che gliela aveva data la madre e che se ne era scordato (bugiardo!! Voleva mangiarsela tutta lui visto che dice sempre che come la fa la sua adorata mamma non riesce a farla nessuno!! ). Mi disse che se ne era ricordato la mattina sentendo un intenso odore di cannella e di acqua di Napoli nell’aria. Contravvenendo alle mie perenni abitudini feci colazione mentre lui non la finiva più di dire quanto era buona, che la pasta frolla era meravigliosa, che era il suo dolce preferito, bla bla bla bla. Alchè, non potendo fare il benché minimo commento, perché in effetti quel dolce era perfetto, decisi di passare all’azione e con il preciso compito di, se non superare, almeno eguagliare cotanta bontà. Mi feci dare la ricetta precisa dalla mia adorata suocera, comprai tutti gli ingredienti e iniziai la preparazione. Mi fate compagnia?




Ingredienti per la pasta frolla dolce
3 uova
500 gr di farina
200 gr di zucchero
200 gr di strutto o di burro
La buccia grattugiata di un limone
Preparazione
Su un tavolo disporre la farina e lo zucchero a fontana con al centro il burro ammorbidito, i 3 tuorli d’uovo e la buccia grattugiata del limone con una forchetta sbattere le uova al centro della fontana incorporando poco alla volta la farina il burro e lo zucchero.
Quando gli ingredienti saranno amalgamati, lavorare la pasta rapidamente senza impastarla, ma soltanto pressandola fino a quando il colore sarà diventato uniforme. La pasta frolla non và lavorata troppo per non farle perdere la friabilità.
Far riposare l’impasto almeno una mezz’ora con un panno bagnato e strizzato.
Ingredienti per il ripieno
700 gr di ricotta di pecora
500 gr di grano
600 gr di zucchero
Un limone
50 gr di cedro candito
50 gr di arancia candita
50 gr di zucca candita
100 gr di latte 30 gr di burro o strutto
5 uova intere
2 tuorli
Una bustina di vaniglia
2 cucchiai di acqua di fiori d’arancio
Un pizzico generoso di cannella in polvere

come si cuoce il grano

Prima di tutto procuratevi del grano a chicchi, preferibilmente tenero, va bene anche quello duro. lasciatelo in una terrina per 3 giorni e ricordatevi di cambiare l'acqua al mattino e alla sera. Poi scolatelo e sciacquatelo con acqua corrente e, quando è ben pulito, mettetelo a cuocere. per 500 gr. di grano è sufficiente una pentola con 5 litri d’acqua, a fiamma alta fino alla bollitura. Abbassate quindi la fiamma e continuate la cottura per circa un’ora e mezza senza mai girarlo. A cottura ultimata salarlo a piacere e scolarlo. Per preparare i dolci di grano, ovviamente, il sale non va aggiunto. Questa cottura è valida per la preparazione di tutte le ricette a base di grano. Il grano cotto può essere conservato in frigorifero per una settimana circa. Al momento di utilizzarlo, per preparare la ricetta desiderata, portate l’acqua in ebollizione, immergetevi il grano e fatelo bollire per circa 5 minuti.

Preparazione

-Versate in una casseruola il grano cotto il latte, il burro e la scorza grattugiata di 1 limone; lasciate cuocere per 10 minuti mescolando spesso finché diventi crema.

-Frullate a parte la ricotta, lo zucchero, 5 uova intere più 2 tuorli, una bustina di vaniglia, un cucchiaio di acqua di fiori d'arancio, e un pizzico di cannella (facoltativo)

-Lavorare il tutto fino a rendere l'impasto molto sottile. Aggiungere una grattata di buccia di un limone e i canditi tagliati a dadi. Amalgamare il tutto con il grano.

-Prendete la pasta frolla fatta da voi e distendete l'impasto allo spessore di circa 1/2 cm con il mattarello e rivestite la teglia (c.a. 30 cm. di diametro) precedentemente imburrata, ritagliate la parte eccedente, ristenderla e ricavarne delle strisce.

-Versate il composto di ricotta nella teglia, livellatelo, ripiegate verso l'interno i bordi della pasta e decorate con strisce formando una grata che pennellerete con un tuorlo sbattuto.

-Infornate a 180 gradi per un'ora e mezzo finché la pastiera non avrà preso un colore ambrato; lasciate raffreddare e, prima di servire, spolverizzate con zucchero a velo.

P.S. Una volta cucinata la pastiera, può essere conservata in frigo anche per 4-5 giorni. La nostra finì il giorno dopo.
A quanto pare era come quella di mammà!!.

domenica 14 febbraio 2010

Miseria e nobiltà











Serata fredda, anzi freddissima, anzi glaciale.
ce ne stavamo come due vecchie zitelle sul divano a guardare un film in tuta e copertina di pile ( per i più curiosi, leopardata).
le uniche parole che ci scambiavamo riguardavano la traduzione che mi faceva in diretta dal napoletano all'italiano, era un vecchio film del grande Totò " Miseria e nobiltà ". Ad un certo punto l'attrice ( quella di funiculare senza currenta...... ancora sto ridendo) sbraita : 'A Marches', a Marches' do saciccia. Dopo una risata colossale comincia lo show del mio amore: che voglia di cioccolata, sarà carenza di affetto ( e qui meglio che sto zitto!!), ma come mangerei una bella torta, con una bella tazza di thè caldo e le uova le abbiamo? il lievito pure? latte e farina li ho comprati io oggi, il cacao lo teniamo?.......( piccola precisazione ogni tanto se ne esce con la sua inflessione napoletana che io adoro e che mi fà impazzire). Alchè faccio: Ho capito, vado. Te prepara il thè e in onore dell'attrice ti preparo la Marquise al cioccolato.

Ingredienti per 4 persone ( quattro persone normali, non chi ha carenza di affetto come dice lui Mahhh!)

300 gr di cioccolato meglio se fondente al 90%
300 ml di latte
200 ml di panna
175 gr circa di burro
cacao in polvere
una bustina di vanillina
3 tuorli
100 gr di zucchero

Preparazione

Far sciogliere il cioccolato a bagnomaria, togliere dal fuoco e aggiungere ad uno a uno i tuorli aggiungendoli solo dopo che il primo è ben incorporato
Mescolare con la frusta e aggiungere lo zucchero e la vanillina lasciando poi raffreddare
A parte montare la panna e unire la crema di cioccolato
Versare nello stampo e lasciamo in frigorifero per almeno un paio d’ore
Capovolgere su un piatto di portata
Se avete difficoltà a far uscire i semifreddi mettete gli stampi in acqua calda per qualche secondo e abbiate fede
Spolverizzate con cacao
E decorate come meglio vi suggerisce la fantasia.
F.

venerdì 5 febbraio 2010

Napoli-Roma 1-0

Questa sera abbiamo invitato dei miei parenti,( serpenti!!)
Avete presente quella tipologia di persone che fa passare un tozzo di pane stantio e raffermo per una bavarese ai frutti di bosco?.
Ecco questi sono loro. E ti servono i famosi quattro salti in padella o il brodo della Carlucci dicendoti che hanno ordinato il catering da Vissani. Credendo che gli invitati la bocca la usino come loro solo per parlare, e non si accorgano della pessima qualità del cibo servito. Ovviamente, il mio amore (che è uno scassa cazzi! Sulla qualità di quello che mangia) e che crede ai discorsi degli altri e che l’unica opinione che gli interessa ascoltare è solo la sua, li odia a morte, perché (da buon napoletano) a lui non piace passare per fesso. Quindi si avvicina a me e con voce dolce e suadente mi dice: “ ja fa schiattà e ‘miria” (trad. gli devi far provare un invidia così feroce da causarne la morte per malessere cardiaco).
Come avrei potuto rinunciare a soddisfare un invito così soave?
Mi metto subito al lavoro per creare il dolce più appariscente che esista o meglio uno dei dolci più appariscenti che esistano.
La torta alle due composte in foglia d’oro.

ingredienti per la pasta

150 gr di farina
150 gr di cioccolato fondente
150 gr burro
150 gr di zucchero
5 uova

ingredienti per farcitura e glassa
composta di cipolle
composta di peperoncino
100 gr di cioccolato fondente
70 gr di zucchero
fogli d'oro a 24 k commestibili

procedimento

Fate sciogliere il cioccolato fondente in un pentolino e nel frattempo lavorate il burro fino a farlo diventare una crema. Aggiungete al burro metà dello zucchero, il cioccolato ormai sciolto, ed i tuorli. A parte montate a neve gli albumi ed aggiungetevi l’altra metà dello zucchero per poi unire i due composti.
Aiutandovi con una frusta, ma con delicatezza, incorporate al composto la farina. Una volta che il composto è omogeneo sistematelo in una teglia imburrata ed infornatelo, per un’ora a 180° circa. Trascorso il tempo necessario lasciate raffreddare la “pasta di cioccolato” per poi tagliarla orizzontalmente in tre e farcirla con la marmellata di cipolle e quella di peperoncino, senza esagerare.
A questo punto è il momento della ciliegina sulla torta, o meglio della glassa: in un pentolino fate sciogliere lo zucchero con un bicchiere d’acqua e portate ad ebollizione. Lasciate bollire ancora 5 minuti per poi aspettare che raffreddi. Aggiungete allo sciroppo che avrete ottenuto il cioccolato spezzettato e mescolate fino ad ottenere una glassa che farete nuovamente cuocere a fuoco basso, finché non è densa al punto giusto. Con la glassa ricoprite tutta la torta in modo uniforme.
Quando la glassa sarà quasi completamente asciugata con estrema delicatezza e fate bene attenzione evitando correnti d’aria iniziate a ricoprire completamente la nostra torta con i fogli d’oro.
F.

P.S.
Al solo vederla impallidirono al primo assaggio si intuivano sui loro visi i primi segni della vergogna. il mio amore sorridendo diabolico mi sussurò :" Napoli-Roma 1-0".



venerdì 29 gennaio 2010

La prova del cuoco ultimo atto (Vendetta dolce vendetta)

Ovviamente il petto di pollo è stato spazzolato in un battibaleno
E sempre con quella sua faccetta da schiaffi mi guarda e mi fa’:
“Ehhh no, un pranzo senza dolce non è mica un pranzo”
Le mani cominciano a prudermi giustamente voi mi direte. Però, da uno come te che cucina che altro vuoi sentirti dire. Credetemi a volte in certe situazioni dove vorresti solo rilassarti e non pensare al lavoro, i nervi saltano e poi com’è che si dice e dalli e dalli si scassano pure i metalli.
Comunque facendo buon viso a cattivo gioco e cercando il modo di potergliela far pagare
preparo in 10 minuti un dolce al cucchiaio.
-Un vasetto di yoghurt greco
-Cacao in polvere amaro
-Succo di lime
-Qualche mirtillo
-Mezzo bicchierino di liquore all’arancia
-Un pizzico di cannella in polvere
In una
ciotola mettiamo lo yoghurt due cucchiaini di cacao il liquore la cannella e il succo di mezzo lime.
Mescoliamo energicamente.
Nel fondo di due coppette metteremo poi il succo del mezzo lime rimasto su cui adageremo la crema ottenuta facendo attenzione a non far salire il succo del lime in superficie.
Spolveriamo con del cacao e decoriamo con i mirtilli.
Buon dolce
Io vado a vendicarmi
A domani,
F.